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Crediti COVID-19 in Svizzera: tassi, rimborsi e cosa fare nel 2026
In sintesi. Dal 1° aprile 2026 il tasso d'interesse sui crediti COVID-19 fino a CHF 500'000 è sceso allo 0,0% (decisione del Consiglio federale del 20 marzo 2026). A marzo 2026 restavano circa CHF 1,7 miliardi ancora da rimborsare, su un totale originale di CHF 16,9 miliardi — il 72% era già stato restituito a fine 2024. Per le PMI con crediti ancora aperti: controllare il tasso aggiornato, rispettare le rate trimestrali, e in caso di difficoltà contattare la banca subito.
Cosa erano i crediti COVID-19 svizzeri
Tra il 26 marzo e il 31 luglio 2020, la Confederazione svizzera ha messo a disposizione delle PMI crediti transitori garantiti, per aiutarle a superare la crisi di liquidità causata dalla pandemia. Il meccanismo era semplice e volutamente rapido: per i prestiti fino a CHF 500'000 bastava un'autodichiarazione, senza documentazione complessa, con erogazione possibile in poche ore.
I numeri definitivi parlano di 138'000 prestiti per un totale di CHF 16,9 miliardi erogati, tramite circa 125 banche partecipanti. Il prestito medio era di circa CHF 122'000; circa 1'100 prestiti superavano i CHF 500'000 (crediti COVID-19 Plus, con importo massimo di CHF 20 milioni).
La Confederazione garantiva l'85% dell'importo con fideiussione solidale: se l'azienda non rimborsa, la Confederazione paga la banca e poi si rivale sull'impresa.
Dove siamo nel 2026: quasi tutto rimborsato
A marzo 2026 il quadro è questo (fonte: Consiglio federale e SECO):
- Residuo da rimborsare: circa CHF 1,7 miliardi
- Già rimborsato a gennaio 2025: il 72% del volume totale (circa CHF 12,1 miliardi)
- Aziende con credito estinto: 53'100 su 138'000
- Aziende con ammortamenti in corso: 99,5% ha già iniziato il piano di rimborso
Il grosso del programma è quindi già chiuso. Ma chi ha ancora un credito aperto non deve abbassare la guardia: le scadenze si avvicinano e il rispetto delle rate trimestrali rimane obbligatorio.
Il tasso di interesse nel 2026: scende allo 0%
La notizia più rilevante per chi ha ancora un credito aperto è la riduzione del tasso disposta dal Consiglio federale il 20 marzo 2026, in vigore dal 1° aprile 2026:
| Importo credito | Tasso dal 1° aprile 2026 | Tasso 2025 | Tasso 2022-2023 |
|---|---|---|---|
| ≤ CHF 500'000 | 0,0% | 0,25% | 1,5% |
| > CHF 500'000 | 0,5% | 0,75% | 2,0% |
Per la grande maggioranza delle PMI — quelle con crediti fino a CHF 500'000 — il costo del debito è quindi azzerato. La riduzione riflette il tasso guida della Banca Nazionale Svizzera, portato allo 0% il 20 giugno 2025. La legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 prevede che il Consiglio federale adegui i tassi ogni anno entro il 31 marzo sulla base degli sviluppi del mercato monetario.
Attenzione: il tasso 0% non significa che non servano i rimborsi — il capitale va restituito secondo il piano di ammortamento, anche se senza interessi.
Quando scadono i crediti
Le scadenze restano quelle originali:
- Scadenza normale: 2028 (8 anni dall'erogazione 2020).
- Casi di rigore: fino al 2030 (10 anni totali, con proroga accordata su richiesta alla banca).
Il piano di ammortamento prevede rate trimestrali lineari. La prima rata era dovuta entro il 31 marzo 2022 e da allora il ritmo è costante.
Cosa fare se hai ancora un credito aperto
Se la tua PMI ha ancora un credito COVID-19 in essere nel 2026, ecco cosa conviene verificare:
- Controlla il tasso applicato dalla banca: dal 1° aprile 2026 deve essere 0,0% (sotto CHF 500'000) o 0,5% (sopra CHF 500'000). Se vedi un tasso diverso, contatta la banca per la rettifica.
- Verifica la scadenza: normale 2028 o proroga a 2030 se sei in regime di caso di rigore.
- Rispetta le rate trimestrali: non sospendere i pagamenti senza accordo. L'inadempimento porta all'escussione della garanzia statale e alla rivalsa della Confederazione.
- In caso di difficoltà: contatta immediatamente la banca. La ristrutturazione come "caso di rigore" è ancora possibile e permette l'estensione a 2030. Non aspettare: intervenire prima è sempre più semplice che gestire l'emergenza.
- Tieni la documentazione in ordine: contratto, piano di ammortamento, ricevute di pagamento. Serviranno sia per eventuali verifiche bancarie sia per la dichiarazione fiscale.
Frodi e abusi: i numeri ufficiali
La semplicità di accesso del programma, pensata per essere veloce in emergenza, ha aperto spazio anche agli abusi. A fine 2024 i dati SECO registravano:
- 2'767 procedimenti penali avviati
- CHF 307 milioni coinvolti nelle frodi potenziali
- 1'054 condanne già emesse
- 2,9% dei beneficiari coinvolto in casi di abuso confermati (97,1% senza problemi)
Le frodi più frequenti riguardavano: domande multiple per la stessa azienda, false dichiarazioni di fatturato, richieste da società già in liquidazione al momento della domanda. I settori più colpiti da procedimenti sono stati edilizia, ristorazione e commercio.
Le perdite effettive per la Confederazione, a gennaio 2025, si attestavano a circa CHF 145 milioni (0,86% del volume erogato) — un dato contenuto rispetto ai timori iniziali, a dimostrazione che la maggior parte delle aziende ha usato i fondi in modo corretto.
Impatto contabile e fiscale
Per chi ha ancora un credito aperto in bilancio, i punti da tenere a mente:
- Il credito va registrato come debito finanziario a medio termine, con ammortamento lineare trimestrale nei 8-10 anni previsti.
- Gli interessi passivi sono deducibili fiscalmente se il tasso applicato è conforme ai tassi di mercato (nel 2026: 0% / 0,5% — tassi ufficiali, quindi deducibili).
- Attenzione al capitale proprio occulto: se il rapporto debito/capitale proprio dell'azienda è squilibrato, le autorità fiscali possono riqualificare il credito come capitale proprio, con indeducibilità degli interessi. È un tema da verificare caso per caso con la fiduciaria, specie per le aziende con struttura patrimoniale fragile.
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FAQ (visibili in pagina + schema FAQPage sopra)
Qual è il tasso d'interesse sui crediti COVID-19 svizzeri nel 2026? Dal 1° aprile 2026 il tasso d'interesse sui crediti COVID-19 fino a CHF 500'000 è sceso allo 0,0%, mentre per i crediti oltre CHF 500'000 è allo 0,5%. La riduzione riflette il tasso guida della BNS, portato allo 0% il 20 giugno 2025. I tassi vengono adeguati ogni anno entro il 31 marzo in base agli sviluppi del mercato.
Entro quando devo rimborsare il credito COVID-19? La scadenza normale per il rimborso integrale è il 2028 (8 anni). Per le aziende che hanno ottenuto una proroga come casi di rigore, la scadenza è estesa al 2030 (10 anni). Le rate sono trimestrali e lineari. A marzo 2026 restavano circa CHF 1,7 miliardi ancora da rimborsare sul totale originale di CHF 16,9 miliardi.
Cosa succede se non riesco a rimborsare il credito COVID? La prima cosa da fare è contattare immediatamente la banca e valutare una ristrutturazione come caso di rigore, che permette di estendere la scadenza fino al 2030. Non bisogna sospendere i pagamenti senza accordo: in caso di inadempimento la Confederazione escute la garanzia (copre l'85% del credito) e si rivale poi sull'impresa.
Quante PMI svizzere hanno ricevuto crediti COVID e quante li hanno già rimborsati? Circa 138'000 imprese svizzere hanno ricevuto crediti COVID-19 per un totale di CHF 16,9 miliardi. A gennaio 2025 il 72% del volume era già stato rimborsato, con 53'100 aziende che avevano estinto completamente il debito. Il 99,5% delle aziende con crediti attivi aveva già iniziato il piano di ammortamento.
Come tratto contabilmente il credito COVID nel bilancio della mia azienda? Il credito va registrato come debito finanziario a medio termine, con ammortamento lineare trimestrale. Gli interessi passivi sono deducibili se il tasso è conforme ai tassi di mercato (nel 2026: 0%/0,5%, tassi ufficiali). Attenzione al capitale proprio occulto: se il rapporto debito/capitale è squilibrato, le autorità fiscali possono riqualificare il credito, rendendo gli interessi indeducibili.
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