Previdenza

Casse pensioni svizzere (LPP / 2° pilastro): rendimento, solidità e cosa devono sapere imprese e lavoratori nel 2026

Casse pensioni svizzere e LPP nel 2026: soglie, tasso minimo, aliquota di conversione, rendimenti, riforma LPP 21 e obblighi del datore di lavoro. Guida di Fidav.

di Team Fidav 11 settembre 2025 5 min di lettura
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CORPO ARTICOLO

Casse pensioni svizzere (LPP): rendimento, solidità e cosa devono sapere imprese e lavoratori nel 2026

In sintesi. Nel 2026 la soglia d'entrata LPP resta a CHF 22'680, la deduzione di coordinamento a CHF 26'460, il tasso minimo all'1,25% e l'aliquota di conversione obbligatoria al 6,8% — dopo la bocciatura popolare della riforma LPP 21 nel settembre 2024. Le casse pensioni mostrano rendimenti positivi e gradi di copertura solidi nelle casse private; meno tranquilla la situazione di alcuni istituti pubblici. Per le PMI, il 2° pilastro resta un punto cruciale di costo, compliance e attenzione contributiva.

Cosa è e come funziona il 2° pilastro

In Svizzera la previdenza si regge sul sistema dei tre pilastri. Il 2° pilastro è la previdenza professionale (LPP), obbligatoria per i lavoratori dipendenti già assicurati all'AVS che superano una certa soglia di reddito. Serve, insieme all'AVS, a permettere di mantenere il tenore di vita dopo il pensionamento.

In modo semplice: ogni mese il datore di lavoro e il lavoratore versano contributi a una cassa pensioni, che accantona e gestisce questi capitali fino al pensionamento. Alla fine, il lavoratore può scegliere se prendere il capitale in rendita, in capitale, o in una combinazione delle due.

L'assicurazione per i rischi di decesso e invalidità scatta dal 1° gennaio successivo al compimento dei 17 anni, mentre i contributi per la vecchiaia iniziano dal 1° gennaio successivo ai 24 anni.

I numeri chiave del 2026

Sono i valori che ogni datore di lavoro e ogni dipendente farebbe bene a conoscere, perché entrano in busta paga:

  • Soglia d'entrata LPP: CHF 22'680 di salario annuo. Sotto questa cifra non scatta l'obbligo.
  • Deduzione di coordinamento: CHF 26'460.
  • Salario coordinato minimo: CHF 3'780.
  • Salario coordinato massimo: CHF 64'260.
  • Tasso minimo LPP: 1,25%.
  • Aliquota di conversione minima (regime obbligatorio): 6,8%.

In pratica, il salario coordinato è la parte di salario su cui si paga effettivamente la LPP obbligatoria: si calcola sottraendo dal salario lordo la deduzione di coordinamento (CHF 26'460) fino al limite del salario massimo assicurato. È un meccanismo che concentra la copertura obbligatoria sulla fascia di reddito centrale ed è uno dei punti più delicati per i part-time e i salari bassi.

Tasso minimo e aliquota di conversione: cosa significano davvero

Il tasso minimo LPP è la remunerazione minima che la cassa pensioni deve garantire ogni anno sull'avere di vecchiaia obbligatorio del lavoratore. Per il 2026 il Consiglio federale lo ha confermato all'1,25%, lo stesso valore già in vigore nel 2024 e nel 2025. Prima, dal 2017 al 2023, era fermo all'1,0%. Si tratta di un parametro prudenziale, pensato per proteggere gli assicurati anche nelle fasi di rendimenti deboli.

L'aliquota di conversione è invece il moltiplicatore che, a pensionamento, trasforma il capitale accumulato in rendita annua. Nel regime obbligatorio è al 6,8%: significa che un capitale di CHF 100'000 dà una rendita annua lorda teorica di CHF 6'800. È un numero a cui sono attaccati molti dibattiti tecnici e politici: in una società in cui si vive sempre più a lungo, mantenere un'aliquota così elevata genera tensioni di finanziamento. La riforma LPP 21, che proponeva di abbassarla al 6,0%, è stata però respinta dal popolo il 22 settembre 2024. Quindi nel 2026 il parametro resta a 6,8% per il regime obbligatorio.

Quanto pagano davvero datore di lavoro e dipendente

Le aliquote legali di accredito di vecchiaia sul salario coordinato sono progressive per età:

Età del lavoratoreAliquota di accredito
25-34 anni7%
35-44 anni10%
45-54 anni15%
55-65 anni18%

Il datore di lavoro versa per legge almeno la metà del costo totale: la quota del lavoratore viene trattenuta in busta paga. Molte casse offrono piani più generosi nella parte sovraobbligatoria (la fascia oltre il salario massimo coordinato), spesso con accrediti più alti e contributi diversi rispetto al minimo di legge.

C'è però un punto che molte PMI sottovalutano: agli accrediti di vecchiaia si aggiungono i premi per rischio (decesso, invalidità), i contributi al fondo di garanzia LPP e i costi amministrativi della cassa. Il costo totale per il datore è quindi, nella pratica, più alto delle sole aliquote di risparmio, in particolare nelle fasce d'età più alte. È utile saperlo prima di costruire un budget del costo del lavoro.

Quanto rendono le casse pensioni svizzere

Una domanda che fanno spesso sia gli imprenditori sia i dipendenti: ma i nostri soldi nella cassa pensioni come stanno andando? Conviene distinguere due cose diverse.

La performance del patrimonio netto è il rendimento totale che la cassa ottiene sui suoi investimenti. Secondo i dati della Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP):

  • nel 2024, la performance media è stata del 7,4%;
  • nel 2025, del 6,1% per gli istituti senza garanzia dello Stato e del 6,2% per quelli con garanzia statale.

L'interesse effettivamente accreditato sugli averi degli assicurati attivi è invece, in genere, inferiore alla performance del patrimonio, perché parte del rendimento serve a costituire riserve e a rafforzare la copertura. Sempre secondo la CAV PP, la remunerazione media degli averi è stata del 3,76% nel 2024 e del 4,33% nel 2025.

È la distinzione importante: la cassa può aver guadagnato il 6-7%, ma sull'avere di vecchiaia del singolo lavoratore il rendimento accreditato sarà tipicamente più contenuto.

La solidità del sistema

Il grado di copertura è la cifra che dice quanto una cassa pensioni dispone di patrimonio per coprire i suoi impegni: sopra il 100% è solida, sotto è in sottocopertura. I dati ufficiali raccontano una doppia velocità:

  • A fine 2025, le casse senza garanzia dello Stato avevano un grado di copertura medio del 117,1%, in miglioramento dal 114,7% di fine 2024.
  • Gli istituti di diritto pubblico con garanzia statale erano al 91,3%, in miglioramento dall'88,3% di fine 2024 ma ancora sotto la soglia di sicurezza.

Il sistema, nel suo complesso, è in salute: nella maggioranza delle casse private il livello di copertura è ben superiore al 100%. Alcuni istituti di diritto pubblico continuano invece a essere in sottocopertura, situazione gestita grazie alla garanzia statale ma comunque da monitorare.

La riforma LPP 21: che fine ha fatto

Vale la pena chiarire bene questo punto, perché spesso c'è confusione. La riforma LPP 21 era un progetto importante che prevedeva, in sintesi:

  • riduzione dell'aliquota di conversione dal 6,8% al 6,0%;
  • riduzione della deduzione di coordinamento (da importo fisso al 20% del salario), per migliorare la copertura dei salari bassi e dei tempi parziali;
  • abbassamento della soglia d'entrata, per includere più lavoratori nella LPP obbligatoria;
  • nuova struttura degli accrediti di vecchiaia, con un peso più equilibrato fra le età.

La riforma è stata respinta dal popolo svizzero il 22 settembre 2024. Quindi nel 2026 nessuna di queste modifiche è in vigore e si applicano le regole pre-riforma. Il dibattito politico continua e nuove proposte arriveranno, ma a oggi il quadro normativo è quello precedente, con tutte le note criticità di lungo periodo (aliquota di conversione alta rispetto alle aspettative di rendimento, copertura debole per part-time e bassi redditi).

Cosa deve fare un datore di lavoro

Per una PMI svizzera, gestire correttamente la LPP è una parte non banale degli obblighi HR. I punti principali:

  • Affiliarsi a un istituto di previdenza entro due mesi dal sorgere dell'obbligo per il primo dipendente assoggettato. In assenza di affiliazione, interviene d'ufficio l'istituto collettore LPP.
  • Notificare correttamente entrate e uscite alla cassa pensioni e gestire i cambi di salario, le aspettative, i congedi.
  • Alla cessazione del rapporto, gestire correttamente la prestazione di libero passaggio e la trasmissione del capitale al nuovo istituto.
  • Eventuali anticipi per la proprietà abitativa o prelievi anticipati vanno gestiti secondo le regole della cassa e della legge.
  • Informare i dipendenti in modo chiaro su salario coordinato, contributi propri e del datore di lavoro, e prestazione attesa.

Quest'ultimo punto, banale in teoria, è una delle aree dove le PMI hanno più contenzioso interno: il dipendente che si chiede "perché sulla mia busta paga vedo trattenute LPP così alte?" merita una spiegazione chiara, e capirlo è anche un fattore di soddisfazione e di clima aziendale.

Cosa cambia per i frontalieri

Per i lavoratori frontalieri il 2° pilastro funziona come per i dipendenti residenti: si applicano le stesse soglie, le stesse aliquote, gli stessi contributi del datore di lavoro. La differenza vera arriva al momento dell'uscita.

Se il frontaliere lascia definitivamente la Svizzera, può chiedere il versamento della prestazione di libero passaggio secondo le regole applicabili (con distinzioni tra la parte obbligatoria e quella sovraobbligatoria, e con limitazioni se si trasferisce in un Paese UE/AELS). Se invece continua a lavorare in Svizzera, resta nel sistema come gli altri assicurati.

Un punto pratico delicato riguarda i frontalieri part-time o con salari bassi: a causa della deduzione di coordinamento fissa, il loro salario coordinato è basso e la copertura LPP risulta modesta. Per chi ha più rapporti di lavoro o un'attività parziale, è importante valutare attentamente la posizione previdenziale.

Gli errori che vediamo più spesso nelle PMI

Dall'osservatorio fiduciario, alcuni errori ricorrenti:

  • Non verificare subito l'obbligo di affiliazione quando si assume il primo dipendente sopra soglia.
  • Calcolare male il salario coordinato, soprattutto in caso di tempo parziale o di salari variabili.
  • Comunicazioni tardive o errate alla cassa pensioni su entrate, uscite e variazioni salariali — generano poi contenzioso, ricalcoli e costi.
  • Trattare la LPP come una formalità, non come una voce strutturale di costo del lavoro e di compliance.
  • Confondere obbligatorio e sovraobbligatorio, scegliendo piani inadatti al profilo dell'azienda (troppo poco coperti oppure troppo costosi).
  • Non spiegare bene ai dipendenti perché il costo aziendale reale supera la sola quota trattenuta in busta paga.

Sono tutti errori risolvibili con un buon coordinamento tra HR, payroll e fiduciaria.

Come ti aiutiamo noi

Per una PMI, il 2° pilastro non è solo una voce contributiva: è un pezzo di strategia HR, un costo importante e una fonte continua di compliance. Fidav è una fiduciaria del Canton Ticino dal 1982 e gestisce l'amministrazione del personale e il payroll di molte realtà svizzere, frontaliere e cross-border tra Italia e Svizzera.

Nel concreto, ti aiutiamo a impostare correttamente l'affiliazione alla cassa pensioni, a verificare i conteggi salariali, a gestire entrate, uscite e prestazioni di libero passaggio, e a controllare che la posizione previdenziale dei tuoi collaboratori sia in regola e ben spiegata. Per i frontalieri, coordiniamo anche il lato fiscale e di imposta alla fonte, su cui abbiamo una pagina dedicata.

Approfondisci la nostra amministrazione del personale e payroll, la pagina dedicata a frontalieri e imposta alla fonte e la nostra consulenza fiscale per privati per la pianificazione previdenziale personale.

Hai dubbi sulla LPP della tua azienda o sulla tua posizione di lavoratore? Scrivici su WhatsApp al +41 79 741 02 89 o chiama il +41 91 640 40 20.

FAQ (visibili in pagina + schema FAQPage sopra)

A che salario scatta l'obbligo del 2° pilastro LPP nel 2026? Nel 2026 la soglia d'entrata LPP è di CHF 22'680 di salario annuo. Sotto questa soglia non scatta l'obbligo di affiliazione al 2° pilastro. Sopra, il datore di lavoro deve affiliare il dipendente a un istituto di previdenza. Il salario coordinato (la parte effettivamente assicurata) si calcola partendo dal salario lordo e sottraendo la deduzione di coordinamento di CHF 26'460.

Qual è il tasso d'interesse minimo LPP per il 2026? Il tasso d'interesse minimo LPP per il 2026 è fissato all'1,25%, lo stesso valore già in vigore nel 2024 e nel 2025. Si tratta del tasso minimo che le casse pensioni devono garantire sugli averi di vecchiaia del regime obbligatorio. È stato confermato dal Consiglio federale dopo una fase, durata dal 2017 al 2023, in cui era stato fissato all'1%.

L'aliquota di conversione LPP è davvero ancora al 6,8%? Sì. Nel 2026 l'aliquota di conversione minima nel regime obbligatorio LPP è ancora 6,8%. Significa che un capitale di CHF 100'000 nel regime obbligatorio genera una rendita annua lorda teorica di CHF 6'800. La riforma LPP 21, che prevedeva di abbassarla al 6,0%, è stata respinta dal popolo svizzero il 22 settembre 2024, quindi nessun cambiamento legale è entrato in vigore. Il dibattito politico, però, rimane aperto.

Quanto pagano davvero datore di lavoro e dipendente per la LPP? Per legge, il datore di lavoro deve coprire almeno il 50% del costo complessivo della previdenza professionale. La quota del lavoratore viene trattenuta in busta paga. Gli accrediti di vecchiaia sul salario coordinato seguono aliquote progressive per età: 7% tra 25 e 34 anni, 10% tra 35 e 44, 15% tra 45 e 54, 18% tra 55 e 65 anni. A questi si aggiungono i premi per rischio (decesso e invalidità) e i contributi al fondo di garanzia, quindi il costo totale per il datore è in genere più alto delle sole aliquote di risparmio.

Le casse pensioni svizzere sono solide nel 2026? Sì, nel complesso il sistema appare solido. A fine 2025 il grado di copertura medio degli istituti senza garanzia dello Stato era al 117,1% e per quelli con garanzia statale al 91,3%, in miglioramento rispetto al 2024. I rendimenti medi sul patrimonio netto sono stati del 7,4% nel 2024 e del 6,1-6,2% nel 2025. Le situazioni di sottocopertura riguardano soprattutto alcuni istituti di diritto pubblico, mentre la grande maggioranza delle casse private è ben capitalizzata.

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